Montserrat Caballé, una delle più grandi cantanti liriche del novecento, è morta all’alba di venerdì 6 ottobre all’età di 85 anni all’ospedale Sant Pau di Barcellona: la notizia, riportata dal giornale El Mundo, che cita fonti ospedaliere, segue quella di settembre che parlava di un ricovero del soprano per l’aggravarsi delle sue condizioni generali. La famiglia della soprano ha chiesto all’ospedale di non rivelare le cause della morte, ma secondo i media locali Caballé era stata ricoverata per problemi alla cistifellea. La soprano, che sposò il tenore spagnolo Bernabe Marti oggi 89enne, lascia due figli, Bernabe Marti Jr. e Montserrat Marti, che ha seguito le orme della mamma nei teatri del mondo.

Caballè, nel corso della sua lunga carriera, è stata protagonista in 90 ruoli di opera e ha calcato le scene di tantissimi teatri nel mondo, esibendosi in quasi 4.000 rappresentazioni. Nata a Barcellona il 12 aprile del 1933 in una famiglia operaia, María de Montserrat Viviana Concepción Caballé i Folch, dopo aver studiato per 12 anni presso il Conservatorio di Musica del Liceu di Barcellona, dove ebbe per insegnanti, tra gli altri, Eugenia Kenny, Conchita Badea e Napoleone Annovazzi e dove si diplomò con la Medaglia d’Oro nel 1954, nel 1956 entrò nella compagnia dell’Opera di Basilea, dove debuttò nel 1957 come Mimí ne “La bohème“, in seguito interpretando numerose opere, tra cui “Tosca”, “Aida”, “Arabella”, “Salomè”.

Specializzatasi poi nel repertorio italiano del primo ottocento, la fortuna internazionale iniziò nel 1965, quando sostituì l’indisposta Marilyn Horne in Lucrezia Borgia in forma di concerto alla Carnegie Hall di New York. La sua interpretazione destò sensazione e nello stesso anno debuttò al Festival di Glyndebourne e al Metropolitan Opera, dove fu presente fino al 1988. Il debutto italiano da protagonista avvenne nel giugno del 1967 a Firenze ne “Il pirata”. Negli anni settanta e ottanta la carriera proseguì negli Stati Uniti e in Europa, affrontando titoli più drammatici come “Aida”, “Un ballo in maschera”, “La forza del destino”, “La Gioconda”.

Caballè era anche una grande interprete di canzoni popolari spagnole e nel 1988 fece un’incursione nel rock, registrando con l’amico Freddie Mercury l’album intitolato “Barcelona“, il cui singolo omonimo diventò l’inno dei Giochi Olimpici del 1992. Nel 1997 registrò l’album “Friends for life“, in cui duetta con vari musicisti. Il soprano si è anche dedicata a varie attività benefiche ed è stata ambasciatrice dell’UNESCO, creando una fondazione in favore dei bambini bisognosi di Barcellona e nel 1982 è stata insignita della Medalla d’Or de la Generalitat de Catalunya. Nel 2013 si è ritirata definitivamente dalle scene.

Questo il pensiero, affidato a Twitter, del premier spagnolo Pedro Sanchez: “Una grande ambasciatrice del nostro Paese è morta. La sua voce e la sua tenerezza rimarranno con noi per sempre”.

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