Durante la presentazione a Roma dell’Annuario 2018 dello Spettacolo SIAE, il presidente Mogol ha lanciato, insieme al vicepresidente Salvo Nastasi e al direttore generale Gaetano Blandini, un grido d’allarme sul diritto d’autore.

I numeri esposti nel rapporto indicano un bilancio complessivamente non negativo ma con luci ed ombre: se da un lato c’è una crisi profonda per il mondo del cinema, che in un anno perde 8 milioni di biglietti e 40 milioni di incassi con i film italiani che, per la prima volta, non entrano neppure nella Top Ten, dall’altro lato va bene al teatro, che vive una seconda giovinezza, con un +2,06% di spesa al botteghino e un +2,84% di spesa del pubblico, con tre spettacoli per bambini che si affacciano nella classifica della lirica.

Ottime performance anche dal mondo della prosa, della lirica e dei musical, mentre va benissimo alla musica, soprattutto a quella leggera, che traina in pratica tutto il settore dall’alto del boom dei concerti live che sfoggiano un incremento del 9% degli ingressi, del 16,25% della spesa al botteghino e del 15,81% della spesa del pubblico. Praticamente inalterato il mondo dello sport, dove il calcio la fa da padrone e dove, a fronte di una contrazione dell’offerta (-4,21%), gli spettatori rimangono più o meno gli stessi adattandosi anche a spendere parecchio di più (+7,41% la spesa al botteghino, +15,45% la spesa del pubblico). Malino invece il mondo delle discoteche e dei piano bar, dove si registra una flessione di consensi e di presenze che colpisce di più il comparto del ballo, non si sa ancora quanto legato alla tragedia di Corinaldo. Complessivamente si registra una crescita del 5,90% rispetto al 2017 e un aumento della spesa del pubblico del +5,70%. Segno che l’investimento delle famiglie per intrattenimento e cultura, almeno globalmente, non è cambiato.

L’Annuario, purtroppo, indica anche una distanza sempre più grande tra Nord e Sud e tra ricchi e poveri: nella top five delle città, per esempio, non si trova nessuna città del Meridione, con Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna che fanno la voce grossa. La vera locomotiva è Milano, con 320 mila eventi (140 mila in meno di Roma) ma con 100 milioni di euro in più di spesa al botteghino e quasi 300 milioni in più di spesa del pubblico, mentre il Sud che viene mostrato in crisi totale, con almeno cinque regioni che vanno in controtendenza rispetto ai dati nazionali dove crollano gli ingressi (-6,65%), la spesa al botteghino (-5,06%) e la spesa del pubblico (-2,68%).

Il Rapporto SIAE è stato anche l’occasione per parlare di diritto d’autore da parte del suo Presidente Giulio Rapetti, in arte Mogol, e per lanciare la sfida alla politica: “La sfida più grande é la tutela del diritto d’autore sul web. Le grandi piattaforme digitali che guadagnano miliardi non vogliono pagare il diritto d’autore. L’86% dei cittadini italiani è favorevole alla direttiva europea, tutti i più grandi paesi d’Europa sono tutti favorevoli. Anche qui in Italia noi ci auguriamo che ci si convinca tutti che, se non si paga il diritto d’autore, ci sono 20.000 persone che guadagnano meno di 1.000€ al mese che fanno cultura e che non potranno vivere. È incredibile che si faccia la carità alle grandi piattaforme del web miliardarie e per giunta americane. Sarebbe uno scandalo indelebile. Dobbiamo convincere tutti i politici italiani che il diritto d’autore va pagato, perchè gli italiani sono già tutti convinti”.

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