The Passenger

Pubblicato il febbraio 18th, 2013 | da Greta C

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Easter before Christmas a The Passenger presentano il loro prunk

Questa settimana vi presentiamo gli Easter before Christmas, formazione creata nel Gennaio 2010 da Leonardo Antonio Di Pinto, centro focale del gruppo. Leonardo molto appassionato di musica anglofona si dedica al canto dove da Turi (BA) si trasferisce a Viterbo e forma una band.

Dopo l’unione artistica con il chitarrista Luca Gatto, amante del cantautorato italiano e di Andrea Campagna, batterista già attivo anche in altre band, la formazione viene completata con Francesco Procaccioli e Stefano Mei, da sempre amanti del punk-rock. Quello che ne proviene è proprio il PRUNK, un genere che la stessa band, come indicato anche nell’intervista, non vuole definire. Una miscela naturale di stili e correnti che hanno influenzato gli artisti facenti parte della formazione che hanno dato vita proprio al PRUNK, pop-rock-punk. Dopo cambi di formazione, attualmente la band si compone di Leonardo Antonio Di Pinto, Mauro Toti, Simone Bucci e Leonardo Dragovic.

La band ha pubblicato il primo album “The plastic bag” che gli è valso un premio indetto dalla città di Viterbo e molto considerato fra le band emergenti del territorio. La formazione è solo agli inizi ma le caratteristiche per imporsi nel panorama musicale ci sono tutte. Noi abbiamo voluto proporvi proprio gli Easter before Christmas come band della settimana per The Passenger ed ecco ciò che ci ha raccontato Leonardo Di Pinto a riguardo. Infine, vi consigliamo l’ascolto di “The Plastic Bag”.

Easter before Christmas | Pagina Facebook

Easter before Christmas | Pagina Facebook

A Tu per Tu con gli Easter before Christmas

Come ormai il nostro progetto The Passenger ha mostrato e vuole continuare ad evidenziare, ci piace dedicare spazio agli artisti facendoli parlare in prima persona. Per questo motivo ecco le tre domande “botta e risposta” con gli Easter before Christmas.

1. La creazione degli Easter before Christmas risale solo a tre anni fa ma in questi anni la formazione ha cambiato assetto. Un percorso ancora “nuovo” il vostro e tutto da conoscere. Presentatevi agli utenti di MelodicaMente e svelateci il motivo del vostro nome nonché i progetti prossimi e futuri! Una domandona, per iniziare.

Si, è vero, il progetto è giovane ed ha già subito notevoli cambiamenti, forse perché per noi, e molto probabilmente anche per chi è stato con noi, la metamorfosi interiore è un elemento importante nel percorso di formazione di ogni essere. Chiunque abbia contribuito in qualche modo alla metamorfosi del nostro gruppo e quindi di se stesso, sa di aver portato un cambiamento, senza dubbio positivo, per entrambe le parti; facendo nascere ogni volta qualcosa di nuovo. Easter before Christmas è proprio questo, è il concetto di rinascita, fregiata di maggiore importanza rispetto alla nascita. Ognuno di noi è nato la prima volta non per suo volere, qui in questo posto, alcuni poi hanno cercato, stanno cercando e cercheranno di dare delle risposte alle domande che sono nate insieme a noi. Durante questa ricerca, si incontrano delle difficoltà che in un modo o nell’altro ci fanno cadere; qui l’importanza del rialzarsi e quindi di rinascere, come scelta propria e consapevole che ci carica ogni volta dell’energia di cui abbiamo bisogno per continuare nel nostro percorso.

2. Avete definito il vostro sound PRUNK (pop-rock-punk). Quali caratteristiche musicali dei tre generi sentite che vi rappresentano maggiormente?

La domanda non è perché PRUNK ma perché no! non vogliamo e ripeto non siamo in grado di definire e definirci, ma parliamoci chiaro, dobbiamo sempre eternamente essere etichettati e poi essere esposti solo in determinate vetrine? musica è libertá …..libertá è evoluzione, in tutto, soprattutto nella musica.

3. “Musica dalla nostra testa verso tutto il mondo!” queste le vostre influenze citate. Ma cosa ascoltano gli Easter before Christmas nel tempo libero e quali sono le influenze?

Le nostre canzoni, sono il risultato dell’ascolto con le orecchie ma soprattutto con il cuore della vita di tutti i giorni sotto ogni aspetto. Ognuno di noi ascolta musica di ogni genere e tipologia. Il nostro ascolto musicale va davvero dall’acustico e tribale fino al più moderno ed esasperato suono elettronico. Ascoltare gli artisti di strada può essere un altro aspetto, certo non ci facciamo mancare i grandi della musica di tutti i tempo di ogni nazionalità e religione; ma per noi è importante anche osservare anche le opere di artisti come i pittori o gli scultori, più o meno famosi che poco calzano con discorsi prettamente legati alla musica. Insomma, amiamo farci ispirare da ogni cosa perché in realtà la cosa che più ci piace è regalare emozioni a chi vuole ascoltarci, con le nostre opere che senza dubbio sono sempre influenzate dalle nostre esperienze.

Il sound degli Easter before Christmas

Easter Before Christmas - The Plastic Bag

Easter Before Christmas – The Plastic Bag

Ascoltando il sound degli Easter before Christmas si capisce molto meglio il loro amato PRUNK. Ci si immerge in un brano come “Needs”, immediato, trascinante, magari niente di particolarmente innovativo ma che si ascolta piacevolmente; si passa a “No Pain”, canzone che inizia con un ritmo “intimo” per poi aprirsi in una canzone rock, che non ha niente da invidiare ad alcuni dei gruppi di maggior successo del momento. Altro brano, nuovo sound, “Crazy” forse è una delle canzoni più convincenti, una ballata che s’insinua nell’ascoltatore e lo porta a seguire il brano con attenzione dall’inizio alla fine. Una ballata nel vero senso del termine. Da sottolineare che gli Easter before Christmas mostrano un sound profondamente internazionale. Ancora una volta la lingua scelta per esprimersi non è l’italiano ma l’inglese, più internazionale, più incisivo in questa unione di generi.

Sul profilo YouTube della formazione potrete ascoltare liberamente il nuovo album degli Easter before Christmas, dal titolo “The Plastic Bag”. Un altro paio di canzoni che vogliamo citare sono “Yes/No” che rappresenta la band sotto una veste più rock e “Volo” che invece mette in scena l’italiano. L’ascoltatore dopo una serie di brani in inglese sicuramente si trova scosso da questa traccia, l’unica in italiano, dell’intero disco. Il disco “The Plastic Bag” può strappare solo un giudizio di massima positivo. Aspettiamo di sentir parlare presto degli Easter before Christmas.

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