Per quelli della mia generazione, sentire la parola Ex-Otago rievoca atmosfere anni Ottanta e Novanta due bellissime cover, quella di “Save a prayer” dei Duran Duran e quella di “The rhythm of the night” di Corona. Ora, Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Francesco Bacci e Rachid Bouchabla passeranno dal mondo dei ricordi al palco di Sanremo con la canzone “Solo una canzone“.

Solo una canzone” entrerà a far parte del nuovo album degli otaghi “Corochinato” che uscirà l’8 febbraio per l’etichetta Garrincha Dischi: “Il Corochinato è un aperitivo tipico genovese da più di 100 anni, una miscela di vino bianco, erbe e spezie. E’ l’aperitivo del bar sotto casa, delle persone comuni ed è il nostro modo per raccontarci e identifica il nostro modo di stare nella musica”. Gli Ex-Otago non hanno mai dimenticato Genova e le loro origini, come dimostra anche il disco precedente dal titolo “Marassi“: “Vogliamo che la gente ci identifichi con la città, vogliamo un marchio di provenienza. Un gruppo doco: d’origine controllata otaga. Ricordare che Genova soffre vuol dire rimarcare la sofferenza. Troppe volte si parla di Genova per il G8 da cui ancora non si è ripresa o per altre tragedie. Noi vogliamo dare spazio alla città che non viene raccontata, essere testimonianza di ciò che c’è di buono. Anche se in Liguria in questo momento c’è chi vuole costruire muri, mentre crollano ponti”.

Il cammino della band indie genovese comincia nel 2002 e, come rivendica lo stesso gruppo, le origini non vengono dimenticate: “Siamo quelli che dai baretti sono passati ai palazzetti, ma non cambiamo. Rimaniamo fedeli al nostro modo di stare nella musicaazzardo”. A Sanremo presenteranno una ballad che racconta un amore “adulto” che deve fare i conti con il tempo che passa: “Sanremo non fa paura, fa paurissima, ma è snob non andare, soprattutto se la motivazione è che gli altri non ci capiscono. Anche essere capiti fa paura. Cercheremo di vivere il palco dell’Ariston come fosse quello di un club. E poi ormai sembra essersi scrollato di dosso un po’ di polvere e aver accolto anche quelli che una volta venivano scartati perché brutti e scomodi”.

La loro presenza a Sanremo ha fatto storcere il naso a qualche fan della prima ora ma la band ha risposto in prima persona sulla propria pagina Facebook: “A chi ci dà dei venduti rispondiamo così: ci sono un sacco di artisti indie che non parteciperebbero mai a Sanremo, alcuni considerati anche stelle dell’indie pop italiano ecco, ascoltate loro, noi siamo gente semplice, che non ama giudicare, né tantomeno creare barriere e che soprattutto ama cantare con tutti”. Nel loro singolo “Ci vuole molto coraggio” del 2017, che vedeva la presenza di Caparezza, la band cantava “Ci vuole molto coraggio a guardare Sanremo fino in fondo“. Speriamo di avere questo coraggio.

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