L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, impegnata nel suo primo tour americano in quasi mezzo secolo, ha stregato il pubblico della Carnegie Hall a New York, strappando applausi interminabili e standing ovation.

L’ensemble italiano, guidato dal maestro Antonio Pappano e che ha visto come ospite d’eccezione la pianista di origini argentine Martha Argerich (con la quale Pappano ha concesso anche un bis a quattro mani), ha saputo subito rompere il ghiaccio proponendo la sinfonia dell’Aida di Verdi, il terzo concerto per piano di Prokofiev e i poemi sinfonici “Fontane di Roma” e i “Pini di Roma” tratte dalla “Trilogia Romana” di Ottorino Respighi. Il gran finale ha poi visto due fuori programma, il “Valzer Triste” di Jean Sibelius e l’ouverture del “Guglielmo Tell” di Gioachino Rossini.

Entusiasmo alle stelle per Pappano, intervistato dall’ANSA: “Questa di New York alla Carnegie Hall è stata un’esperienza fantastica, è frutto di un lungo lavoro con l’orchestra, sia mio che dei miei predecessori. Io ho avuto modo di portare l’Orchestra in giro per il mondo, abbiamo toccato ben 90 città, ma venire qui è stata un’emozione pazzesca. Perché comunque questa sala è un simbolo della musica. E’ un’icona della musica.” Il maestro ha aggiunto che c’è stato uno spirito di squadra fortissimo, sia con l’orchestra che con Martha Argerich: “E’ stata una serata perfetta anche perché in sala c’era mia mamma che non abita molto lontano da qui. Dunque, non potevo volere di più.”

Per la seconda serata è andata in scena “La Nuova Euridice secondo Rilke” di Salvatore Sciarrino, scritta nel 2015 per l’Accademia ed eseguita dal soprano canadese Barbara Hannigan dopo l’introduzione dell’opera al pubblico da parte dello stesso Pappano. Dopo l’intervallo l’Orchestra ha eseguito la sesta sinfonia di Mahler e con una standing ovation si è chiusa la tappa a New York. Prossime tappe Boston e Washington.

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