Da sempre il gioco è legato alle attese dell’uomo rispetto al proprio destino, dal piacere (o necessità) della sfida alla sorte, alla ricerca di quello che desiderano in genere tutti – la fortuna –, che spesso sfocia nell’eccesso e in gravi perdite, capaci di compromettere la stabilità economica di chi non riesce a smettere di rischiare. Chi gioca d’azzardo inscena il proprio desiderio di sfidare il destino, di interrompere una catena preordinata. Molte sono le opere letterarie dedicate al tema del gioco, dalla Pelle di zigrino di Balzac al Giocatore di Dostoevskij al recentissimo Anatomia di un giocatore d’azzardo di Jonathan Lethem; ma la ricca miniera è da ricercarsi nelle canzoni dedicate a questo passatempo antico quanto gli esseri umani.

Poi, raccattando tutti i jolly che s’è lasciato dietro, / scopri che non t’ha lasciato molto, neanche le risate. / Da buon giocatore stava cercando quella carta / così alta da esser buona per ogni giocata, / da non dover mai più giocarne un’altra. Così canta Leonard Cohen nella sua The Stranger Song, in cui il gioco rappresenta, tra l’altro, il rischio e allo stesso tempo la ricerca della sicurezza.

Gli Dei tirano i dadi / … / E c’è qualcuno qui che / Perde qualcuno a lui molto caro / Chi vince prende tutto / Chi perde deve cadere: in The Winner Takes It All degli Abba si percepisce l’amarezza del giocatore corretto, in questo caso metafora di una donna innamorata indifesa di fronte a chi ha “giocato sporco”, rubando l’oggetto del suo amore. La vita è un tiro, dice Silvana Blasi nella sua Roulette, fate il vostro gioco e cercate di ottenere un buon numero, invocando la fortuna: che però può essere una signora dispettosa e sfuggente, come racconta Frank Sinatra in Luck Be a Lady. Lo smentisce Georgius con Il faut saisir la chance, ottimistico inno della Lotteria nazionale francese che invita ad afferrare la fortuna, poiché chi nulla rischia nulla ottiene, la fortuna è uguale per tutti e “la Lotteria nazionale potrà cambiare il vostro destino”. “La vita è un gioco / mischia le carte”: Nada dice addio al re di denari perché ha trovato il suo fante di cuori, perché “nella vita ci vuole fortuna / io la fortuna l’ho avuta con te”.

Visioni diverse della fortuna, del destino e del nostro potere di influenzarli, che continuano ad avvicendarsi nell’opera dei cantanti più grandi, come Bob Dylan, che sulla copertina della sua ultima fatica Fallen Angels mette la mano di un giocatore con quattro carte, alludendo all’impossibilità di governare ciò che il caso ha disposto per noi. La sorte, insomma, ha decisamente una Poker Face come quella di Lady Gaga, imprevedibile e sorprendente.
Per non correre rischi con signore ombrose e reticenti e giocare in un ambiente meno ambiguo e più eccitante conviene passare un po’ di tempo online, scegliendo un casinò divertente, sicuro e affidabile poiché certificato AAMS, dove non c’è posto per le malinconie.

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