Sono passati quasi dieci anni dalla morte di Michael Jackson eppure quella del re del pop continua ad essere una figura tormentata.

In questi giorni la discussione torna ad essere incentrata sulle accuse di abusi nei confronti di minorenni che frequentavano il suo celebre ranch, Neverland. Il documentario, intitolato “Leaving Neverland“, è uscito (la prima parte) su HBO e gli avvocati sono già pronti a fare causa.

Di cosa parla Leaving Neverland

Sebbene Michael Jackson fosse stato assolto dalle accuse, con un processo che lo mise anche in difficoltà dal punto di vista economico, il dubbio è sempre rimasto e viene puntualmente risollevato. “Leaving Neverland” è diretto da Dan Reed e ruota attorno alle testimonianze di Wade Robson e James Safechuck. Entrambi sono seguiti dallo stesso avvocato e durante il processo avevano negato ogni accusa. Ne avevano già avanzate, però, nel 2013, quando Safechuck sostenne di essere stato abusato almeno 100 volte nell’arco di quattro anni. Robson e Safechuck avevano vissuto nel Ranch col benestare delle famiglie; il secondo ha dichiarato di aver realizzato di essere stato vittima di abusi (subiti da quando aveva 10 anni) dopo aver sentito le dichiarazioni di Wade Robson, che di anni allora ne aveva 7. Sostiene di aver subito un lavaggio del cervello e di essere stato manipolato, Michael Jackson l’avrebbe convinto che quelli che in realtà erano abusi fossero “atti d’amore”.

Le conseguenze dopo l’uscita del documentario

Il ranch di Neverland sembra essere destinato all’abbandono, nessuno ha ancora deciso di acquistarlo e il prezzo continua a scendere. Notizie per nulla buono per chi aspetta di incassare l’eredità di Michael Jackson. Sulla scia dello scandalo causato dall’uscita del documentario, il Wall Street Journal ha contattato gli agenti immobiliari che si dovrebbero occupare della vendita del ranch. Nel 2015 era stato quotato a 100 milioni di dollari, in questi giorni il prezzo è sceso fino a 31 milioni. Il Sycamore Valley Ranch, poi ribattezzato come “L’isola che non c’è”, era stato acquistato dal cantante nel 1987 per la cifra di 19,5 milioni di dollari. Un’altra conseguenza del documentario di HBO e Channel 4 è stata la rimozione dei brani di Jackson dalle playlist di alcune radio. Le principali radio di Montreal, Canada, hanno preso questa decisione a seguito della messa in onda del documentario. La famiglia dell’artista scomparso ha respinto ogni accusa:

Michael ha sempre porto l’altra guancia e anche noi abbiamo sempre porto l’altra guancia quando alcune persone si sono scagliate contro la nostra famiglia. Era il nostro modo di fare, ma non possiamo restare zitti mentre avviene questo linciaggio pubblico. Michael non è qui e non può difendersi, altrimenti queste accuse non gli sarebbero mai state rivolte.

La BBC, nel frattempo, ha smentito di aver rimosso i brani di Jackson da Radio 2. A prendere le difese di Jackson, in tutto questo caos, è stato l’attore Corey Feldman. Conosciuto per “I Goonies” e “Ragazzi perduti”, in passato ha dichiarato di aver subito abusi sessuali quando era adolescente. Feldman ha accusato dei produttori hollywoodiani, mentre ha sempre difeso Jackson, con il quale aveva un bel rapporto di amicizia:

Non mi ha mai toccato in modo inappropriato né ha mai fatto intendere che potessimo diventare amanti. Sono sicuro che, se la gente potesse ascoltare le nostre conversazioni dell’epoca, si renderebbe conto di quanto fossero genuine.

I fan di Michael Jackson lo stanno difendendo sui social, scagliandosi anche violentemente contro chi crede a quanto raccontato in “Leaving Neverland“. Al centro del mirino c’è anche la celebre conduttrice Oprah Winfrey, che ha dato ampio spazio alla presentazione del documentario. Secondo il Daily Star il corpo del cantante potrebbe essere riesumato per condurre nuove ricerche e ci sarebbero altre 11 persone pronte a testimoniare contro un uomo che non può più difendersi.

 

 

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