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Pubblicato il settembre 16th, 2013 | da Chiara B

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PETA accusa Katy Perry: “Nel video di “Roar” animali maltrattati”

Guai in vista per Katy Perry. L’associazione PETA (acronimo di People for Ethical Treatment of Animals) che da anni si occupa di tutelate e promuovere i diritti degli animali in tutto il mondo, ha infatti criticato severamente la cantante di Santa Barbara per aver utilizzato animali esotici addestrati nel suo ultimo video “Roar. Il brano, rilasciato in rete a metà dello scorso mese di Agosto, anticipa il nuovo album “Prism”, la cui distribuzione nei negozi di dischi ed il download presso gli stores legali è prevista a partire dal prossimo 22 Ottobre. Un video apparentemente innocente e spiritoso, ma che per la PETA nasconde maltrattamenti agli animali coinvolti.

E pensare che fino a poco tempo fa i rapporti tra l’associazione animalista e Katy Perry erano più che rosei: all’epoca del matrimonio con il comico ed attore Russell Brand, da cui ha ottenuto il divorzio un anno fa circa, la stessa PETA aveva elogiato la cantante per l’attenzione spesso rivolta dalla coppia agli animali, rifiutando la partecipazione di questi nei loro show.

Shot Video "Roar" Katy Perry

Shot Video “Roar” Katy Perry

Ad accusare di vera e propria crudeltà Katy Perry ci ha pensato Merrilee Burke, uno dei portavoce dell’associazione, nel corso di un’intervista recentemente rilasciata al tabloid britannico Daily Star. Ha dichiarato:

Gli animali usati per l’intrattenimento sopportano crudeltà terribili e soffrono per la cattività in piccoli spazi ed i metodi violenti di addestramento. Spesso sono stressati e ansiosi perché trascinati e costretti in ambienti non familiari o in situazioni che li spaventano.

Ma l’accusa che la PETA, attraverso il proprio portavoce, rivolge a Katy Perry si fa ancora più dura quando accenna al Serengeti Ranch, la struttura cui lo staff della cantante si è rivolta per trovare elefante, scimmia, alligatore e tigre inseriti nel videoclip di “Roar”. L’associazione riporta, infatti, come tale zoo sia stato indagato ed ispezionato dal Dipartimento Statunitense dell’Agricoltura ben 22 volte negli ultimi dieci anni circa, riscontrando condizioni e trattamenti fuori legge nella quasi totalità dei casi.

Al momento nessuna risposta da parte né della direttamente citata Perry, né dello staff e team di produzione del vieoclip di “Roar”.

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