La mappa del tempo viene completamente ridisegnata quando si parla dei Radiohead, 10 anni non sono solo una decade, ma rappresentano una parentesi infinita dove il tempo sembra non assumere più lo stesso valore. Nella storia dei Radiohead 10 anni segnano il passaggio da Pablo Honey ad Hail To The Thief, abbracciano un’epoca intera e si trasformano in un enorme periodo musicale, segnando quasi un’era geologica. Nel 2007, dopo un lungo e doloroso silenzio durato 4 anni, viene annunciato l’arrivo di un settimo disco della band di Oxford, In Rainbows.

10 Ottobre 2007, esattamente 10 anni prima del 2017, in piena diffusione indie, i Radiohead danno i natali all’album della rivoluzione, in tutti i sensi. Ancor prima del genio creativo, della libertà compositiva e della perfezione melodica l’album splende di una luce insolita, è il primo per la modalità di rilascio e vendita “name your price“. Strategie di marketing, puro dissenso e ribellione nei confronti delle major, i Radiohead lasciano piena libertà ai propri fan, un consolidato seguito di fedelissimi disposti a qualsiasi cosa, che assumono un potere plurale e indipendente.

Tutto avviene in un momento favorevole, i Radiohead orfani di etichetta e con una razionalità meditativa, nonostante le apparenze, superano in maniera del tutto naturale la prova di In Rainbows. Dal settimo disco della band sembra passata un’eternità, nonostante i paradigmi temporali siano continuamente rivisti quando si parla dei Radiohead. Il 2017 è stato l’anno della svolta live di Thom Yorke, è stato l’anno in cui, dopo l’uscita di A Moon Shaped Pool, la band ha deciso di rivalutare il proprio percorso e ripartire da una spiritualità opposta rispetto a quella che li ha fatti nascere.
Il 2017 segna due anniversari importanti, 20 anni di Ok computer e 10 anni di In Rainbows, due album che hanno rappresentato due punti di svolta nella carriera della band più osannata di tutti i tempi. Nonostante alcune date siano stato solo il frutto della casualità, quando si parla dei Radiohead non possiamo fare a meno di essere catapultati in un universo simbolico dove tutto sembra ricongiungersi, e dove ogni cosa sembra essere al suo posto.

A distanza di 10 anni, tolte tutte le sovrastrutture promozionali, la certezza è quella di un disco di grande valore, tra i migliori che la band di Oxford ha deciso di creare. Nonostante la disomogeneità di una produzione discografica, i Radiohead seguono costantemente una logica disarmante, un percorso continuo ma non lineare, fatto di significati sotterranei. Nel tempo l’ascolto si fa sempre più interessante e assume nuova valenza, complice la lungimiranza e l’avanguardia che hanno sempre caratterizzato tutta la produzione dei Radiohead. Da ballate tranquille a chitarre e synth più aggressivi In Rainbows è una traccia indelebile nella storia della discografia, è il degno rappresentante dei testimoni moderni di una comunicazione musicale complessa e studiata.

Nonostante siano da sempre osannati su più fronti i Radiohead tengono le distanze dai fenomeni mainstream, coerenti ad una forma di dissenso pura e onesta sono i rappresentanti perfetti della reincarnazione della musica in quanto fenomeno razionale e irrazionale al tempo stesso.

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