Ligabue a Reggio Calabria, come in ogni altra parte di Italia, è sempre una conferma. Due date, di cui la prima il 20 Febbraio 2017, che fanno registrare una affluenza di quasi 15.000 persone, di tutte le età, che copre tre diverse generazioni e fa contenti tutti.
Ieri ho visto Ligabue per l’ennesima volta, ancora una volta esco soddisfatto, seppur diversamente da altri suoi concerti, dello spettacolo che ogni volta riesce a dare sul palco. A 56 anni Luciano Ligabue è ancora il re del rock italiano.

Il Tour Palasport 2017

Ligabue arriva al PalaCalafiore di Reggio Calabria dopo tre date ad Acireale che hanno riscontrato un notevole successo,  le prime di oltre 50 totali che toccheranno l’Italia in lungo e largo. Il Tour Made In Italy Palasport 2017, non risparmierà le energie del rocker emiliano che da sempre ama il contatto diretto con il proprio pubblico e riesce in ogni occasione a dare e ricevere emozioni. Dopo, purtroppo, il rinvio a causa di problemi del cantante stesso, il tour è iniziato, le date di Roma saranno recuperate, quindi il vero avvio è dalla terra siciliana, dalla Sicilia è un passo ed è subito Reggio Calabria per due date. Non è il Ligabue di Campovolo, né quello di Monza, è il Ligabue che i fan di vecchia data conoscono.

Ligabue a Reggio Calabria con il Tour Made in Italy Palasport 2017 | © MelodicaMente

Luciano Ligabue a Reggio Calabria: arriva il Tour Made In Italy

La prima parte del concerto è quella che si ama chiamare promozionale, Ligabue ha un disco nuovo uscito da poco, che è già un successo, molto apprezzato dalle nuove generazioni, che ha già conquistato il Triplo Platino. Questo è quello che a me piace chiamare Luciano Ligabue, quello con il suo vero nome prima del cognome, che identifica più che un gruppo una persona, uno che nel corso degli anni è riuscito a cambiare pur rimanendo se stesso, che è riuscito ad avere successo e arrivare a tutti senza dimenticare il suo passato. Vi dirò la verità, a me Luciano Ligabue non piace, non mi piacciono le sue nuove canzoni, però mi piace il suo modo di stare sul palco. Il rocker di Correggio si presenta sul palco in giacca, con l’ormai consueto capello corto, e propone in scaletta brani dell’ultimo album, oltre all’omonimo “Made in Italy” canta la stranota “G come Giungla“, propone il suo alter-ego Riko nel brano di denuncia sociale “Mi chiamano tutti Riko“, così come velatamente ironizza e denuncia in “Dottoressa“, senza dimenticare il passaggio di “È venerdì, non mi rompete i coglioni“. Fondamentalmente il concept-album di Luciano Ligabue mette in musica tutto un racconto, diventa live e riesce a impressionare abbastanza bene.

Ligabue storico e acustico

E’ quando si toglie la giacca e mette il gilet, a metà concerto, che inizia per quelli come me il vero divertimento, è li che tutto il pubblico del PalaCalafiore si alza in piedi e diventa un tutt’uno con il cantante. E’ Ligabue, quello senza il nome Luciano davanti al cognome, che torna dal passato e porta fuori il rock che lo ha fatto diventare famoso. Tutto inizia con “I Ragazzi sono in giro”, con cui le chitarre si fanno più dure, la batteria si sente più forte, anche Capitan Fede Poggipollini diventa più partecipe. Trovano spazio molte canzoni vecchie, con “Balliamo sul mondo” la vittoria è facile, non c’è uno spettatore che non conosca, mentre con “Piccola Stella senza Cielo” si da spazio al momento romantico.
Ligabue sa che rischia di proporre qualcosa di inaspettato, di sconosciuto per molti, così introduce il momento acustico come una cosa tipica degli anni ’90, dove molti di voi non erano ancora nemmeno in progetto. In circa dieci minuti propone due particolari versioni di “Non è tempo per noi” e “Lambrusco e Pop corn“, molto piacevoli nonostante diverse dalla versione originale,  importante è che il pubblico apprezzi e si diverta.
La parte di chiusura del concerto di Ligabue propone altri grandi successi, prima “Tra palco e realtà” ci ricorda la vita di chi come la band è sempre in giro a fare concerti, poi con la malinconica “Certe notti” l’emozione dei presenti sale fino al cielo, lo stesso che chiude trionfalmente il concerto con “Urlando contro il cielo“.

Un concerto da vedere

Ligabue è sempre da vedere, live è nella sua forma migliore, e riesce a dare quelle emozioni che spesso nei dischi non si riescono a trasmettere. A Reggio Calabria ieri sera c’è stata seconda possibilità per chi ieri non è riuscito a vederlo nella prima serata, per tutti gli altri le date da scegliere sono tante, non mancate e non ve ne pentirete. Perché fidatevi, Ligabue almeno una volta nella vita va visto, e anche 5 o 6 come ho fatto io.

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