Tazza di tè caldo fumante tra le mani, fuori piove, l’aria è fredda e fa buio presto, c’è il divano che continua a richiedere attenzione e l’elenco di tutti i libri che non hai letto durante l’estate.

Cambio di stagione, cambio playlist. L’autunno è la stagione della malinconia e dei buoni propositi, due cose che insieme un po’ stridono ma nessuno ci vuole mai fare troppo caso. Abbiamo selezionato i must di stagione perché, proprio come succede con i vestiti, bisogna avere la canzone giusta per assecondare il proprio stato d’animo e il tempo che cambia.

Wake me up when september ends – Green Day

È diventato l’inno dei nostalgici dell’afa estiva, dei gommoni-fenicottero e da quando esistono i social è anche uno dei brani più inflazionati e odiati quando inizia settembre. Ma ormai sta volgendo al termine, è ora di svegliarsi.

Autunno – Francesco Guccini

Sulle stagioni il cantautore ci ha fatto un album intero, malinconico quanto basta da fare fuori l’estate. Tra le tracce ci sono “Inverno” e “Primavera” ma la bella stagione non ha ispirato Guccini, che ha deciso così di ridurre le sue stagioni a 3, lasciandoci però “la pioggia che cade e non cade, le nebbie striscianti che svelano e velano strade“.

Autunno a Milano – Piero Ciampi

Uno dei cantautori più sottovalutati della storia della musica italiana: lo stesso Ciampi si definiva malinconico e sosteneva di “bere come un irlandese”, due cose che con l’autunno si abbinano benissimo. Da queste, forse, è nato il brano-poesia “Autunno a Milano”.

October – U2

Mancano ancora pochi giorni e inizierà il mese di ottobre. Quindi ci vuole il brano adatto, che è sì una canzone ma è anche il titolo del secondo album degli U2, pubblicato nel 1981.

Harvest Moon – Neil Young

“Certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei” e se è autunno sa bene che è ora di passare il brano del 1992, con un Neil Young provato da un forte acufene più determinato che mai a tornare a registrare.

November Rain – Guns’n’Roses

Non c’è niente che duri per sempre, neppure la fredda pioggia di novembre. Invece il brano di Axl Rose e co. è eterno ed è obbligatorio, più di “Wake me up when september ends”.

Bonus trash track

Non è che possiamo essere solo malinconici e dannati, ci vuole anche un po’ di Fiorello che canta “San Martino”, la famosa poesia di Giosuè Carducci. Così, per chi non l’avesse imparata a scuola, c’è il tempo per rimediare. Roba da fare impallidire il Gabry Ponte dei tempi di “Geordie”.

In realtà i brani da elencare sarebbero ancora moltissimi, segnalateci i vostri preferiti per un’eventuale seconda parte!

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