Una docu-serie dedicata interamente a una delle regine del rap: lo ha annunciato la stessa Nicki Minaj. Sarà HBO Max a produrla e racconterà sia gli aspetti della vita privata che quella artistica dell’eccentrica cantante. La serie sarà diretta da Michael John Warren, che sarà produttore al fianco della stessa Nicki Minaj, Aaron L. Gilbert, Brenda Gilbert, Cassandra Butcher di BRON Life, Irving Azoff e Tommy Bruce in associazione con la Creative Wealth Media.

L’intento, come ha spiegato anche Sarah Aubrey di HBO, è quello di mostrare gli aspetti più nascosti della vita di Nicki Minaj. La docu-serie racconterà sì il suo modo di lavorare e la sua poliedricità, ma si soffermerà anche sul lato più umano e la determinazione della rapper. Il regista Michael John Warren si è detto molto entusiasta e ha aggiunto:

Credo che tutti potremo imparare qualcosa di importante dalla sua notevole vita professionale e privata. È un onore poter lavorare a una storia così dinamica.


© Nicki Minaj / Facebook

Nicki Minaj è diventata mamma per la prima volta lo scorso ottobre e nel frattempo ha festeggiato anche i dieci anni dall’uscita di “Pink Friday”. Si tratta dell’album di debutto della Minaj, stravolgendo l’industria discografica. È grazie a lei, infatti, se a dieci anni di distanza da quella release le rapper sono tornate al centro dell’attenzione. Lo dimostrano i fatti più recenti, come “l’incoronazione” di Cardi B da parte di Billboard o quella di GQ per Megan Thee Stallion. C’è chi si è stupito, infatti, che Billboard non abbia scelto proprio Nicki Minaj per la sua classifica.

Al secolo Onika Tanya Maraj, Nicki Minaj è originaria di Trinidad e ha mostrato la sua passione per il rap intorno al 2004. A lanciarla verso il successo è stato il rapper Lil Wayne nel 2007: tre anni dopo arrivava la svolta con “Pink Friday”, il cui titolo rimandava al Black Friday e all’intenzione di Nicki di stravolgere tutto. Riuscì nell’intento e il suo album di debutto, che contiene la celebre “Super Bass”, si è aggiudicato il triplo disco di platino negli USA, un altro nel Regno Unito e uno in Australia.

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