Si sta per concludere il 2016 e come ogni anno è tradizione che si faccia un bilancio di quello che è successo e che è passato tra le nostre orecchie e dentro i nostri cuori. La nostra Top 2016 non è quest’anno una Top 10 o una Top 20 ma per vari motivi terrà conto di tutto quello che è successo in questo anno discretamente nefasto per le arti in generale (e per la musica in particolare) e pescherà da vari bacini, che siano tendenze su Internet o successi discografici.

Cominciamo subito con una esclusione, ovvero il brano “Sorry” di Justin Bieber, utilizzato anche da Youtube per la Youtube Rewind 2016: non lo includiamo nella nostra Top 2016 soltanto perché è un pezzo dell’ottobre dell’anno scorso ma il ragazzino canadese si rifà ampiamente con il featuring del brano di Major LazerCold water, uno dei tormentoni di quest’anno. Il gruppo musicale dancehall del DJ Diplo piazza anche un secondo brano nella Top di quest’anno, ovvero il pezzo “Light It Up” che vede la partecipazione di Nyla & Fuse ODG.

Major Lazer nella Top 2016 dei tormentoni musicali

Ad inizio anno è anche esploso il brano “Alive” di Sia, originariamente destinato ad Adele e che la cantautrice australiana ha deciso di tenere per sé facendolo diventare un successo planetario grazie anche ad un video molto accattivante. A proposito di video molto particolare, ha colto nel segno “Adventures of a lifetime“, il singolo dei Coldplay realizzato tutto in computer grafica molto carino e divertente che dimostra come la band inglese quando si tratta di tormentoni sappia come colpire nel segno.

Come detto ad inizio articolo, questo è stato purtroppo anche l’anno delle perdite, e due di esse sono state particolarmente pesanti, quella di David Bowie e quella di Leonard Cohen, entrambi con un disco appena uscito e che è alla fine risultato essere il proprio testamento spirituale e musicale. Lo è stato davvero per Bowie che con la sua “Lazarus” ha deciso di salutarci alla sua maniera (“Look at me, I’m in Heaven“) mentre lo è stato in una certa misura anche per Cohen con la sua “You want it darker” (“I’m ready my Lord“). Questo artista è stato salutato dalla band a cappella dei Pentatonix che hanno realizzato una stupenda cover del suo grande successo “Hallelujah” che ha quasi totalizzato 80 milioni di visualizzazioni in meno di due mesi.

È stato anche l’anno degli egregi sconosciuti, come Gnash che con la collaborazione di Olivia O’ Brien ha realizzato l’ascoltatissimo brano “I hate U I love U“, come Rae Sremmurd che insieme a Gucci Mane ha reso famoso il brano “Black Beatles” o come Rag N Bone che con il suo pezzo “Human” sta invadendo le radio di mezzo mondo in questi giorni, ma il vero successo comparso dal nulla è stato il brano “Lost on you” della cantante americana di origini italiane LP che sta facendo innamorare tutti. Ci sono state anche grandi riconferme, come quella di Beyoncé con il pezzo “Hold up“, vero traino del disco “Lemonade”, o come i Maroon 5 con il loro pezzo “Don’t wanna know” per terminare con “24k Magic, singolo di successo del nuovo disco di Bruno Mars.

Ci sono stati poi alcuni tormentoni legati al mondo di Internet e dei meme, come “Hasta El Amanecer” di Nicky Jam o “My Boo” di Ghost Town DJs, oppure legati ai film (vedi la ascoltatissima “Can’t stop the feeling” di Justin Timberlake, colonna sonora del film “Trolls” o “Heathens” dei Twenty One Pilots, pezzo della colonna sonora del film “Suicide Squad”, oppure alcune riscoperte come i Panic! at the Disco di Brendon Urie con la loro “Emperor’s new clothes” o “This is what you came for“, canzone che ha visto Calvin Harris avvalersi della collaborazione di Rihanna. Hanno colto il successo anche due gruppi, le Fifth Harmony con la loro “Work from Home” (con il featuring di Ty Dolla $ign) e i The Chainsmokers con la loro “Closer” (con il featuring di Halsey).

E in Italia? In Italia quest’anno l’hanno fatta da padrone i talent, come da qualche tempo accade, anche se due pezzi come “Sai Che” di Marco Mengoni e “Oronero” di Giorgia non vengono da quell’ambiente. Grande e inaspettato successo ha avuto Fabio Rovazzi con la sua “Andiamo a comandare” parodiata ed usata in tutte le salse mentre veri re del mercato italiano sono stati J-AX e Fedez con i loro due pezzi “Vorrei ma non posto” e “Assenzio” e Tiziano Ferro con il suo singolo “Potremmo ritornare” tratto dal disco “Il mestiere della vita”. Menzione d’onore anche per “G come giungla“, singolo di lancio di “Made in Italy“, nuovo disco di Ligabue.

Questo, in soldoni, è stata la Top 2016 musicale. Mancano molti pezzi (Marlene Kuntz, Robbie Williams, Lady Gaga, Green Day, Nick Cave, Ariana Grande e Afterhours, giusto per citarne alcuni) ma direi che i brani più ascoltati sono tutti qui dentro. Se avete delle canzoni da aggiungere, non fate i timidi e segnalatecele. In tutto questo, colgo l’occasione per augurare buon 2017 a tutti i nostri lettori.

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