Era il 1977 quando uscì “Com’è profondo il mare”, settimo album di Lucio Dalla, contenente l’omonimo capolavoro.

Era anche l’anno in cui il cantautore scandalizzò il paese intero tirando fuori dal cilindro una canzone come “Disperato Erotico Stomp“. Rivoluzionaria oggi come allora, la canzone tratta – fondamentalmente – il tema della solitudine. Erano anni difficili per l’Italia (e non solo) e Lucio Dalla arrivava così, con una ventata di leggerezza e una canzone che parla esplicitamente di autoerotismo. Roba scandalosa, scandalosissima, soprattutto per la buona borghesia di sinistra che tanto apprezzava i pezzi di Lucio.

È uno dei pochi casi, come dichiarò lo stesso Dalla, in cui cantava di sé, soggettivizzando il brano. Dalla era solito raccontare storie di altri e sempre con un certo impegno sociale che, in questo caso, svaniva per lasciare spazio all’ironia. Un’ironia che correva per le strade Bolognesi, con il racconto di una giornata che il cantautore aveva davvero vissuto nella sua città. Incontri con personaggi bizzarri, come l’ormai nota “puttana ottimista e di sinistra” e poi di nuovo lo sconforto e la solitudine. Umiliato e abbandonato dalla donna che lo lasciò per andare via con la sua amica, “quella alta, grande fica”, Lucio Dalla decise di uscire dopo aver toccato il fondo.

Per chiudere in bellezza, dopo gli incontri un po’ sopra le righe, Lucio Dalla optò per l’auto-gratificazione che, all’uscita del brano, provocò non poca indignazione. La scelta di inserire questa canzone tra “Corso Buenos Aires” e Quale allegria” fece storcere il naso a molti. Nonostante fossero gli anni della liberazione sessuale, in Italia il bigottismo andava per la maggiore e Lucio Dalla sconvolgeva tutti parlando di masturbazione.
La bizzarra giornata bolognese di Lucio Dalla che si concludeva con l’autoerotismo fece però sorridere il pubblico più giovane. Anticonformista per gli adolescenti, scandalosa per i più grandi, “Disperato erotico stomp” ebbe comunque i suoi effetti.

In quel momento, per via del clamore, passò inosservata la qualità del brano, che venne considerato solo con una lettura superficiale. Un maestro come Dalla, apprezzato da tutti proprio per la sua complessità e profondità, non si sarebbe di certo permesso di scadere nella volgarità così, tanto per. Con il suo brano, inoltre, Lucio Dalla non stava raccontando nulla di anomalo ma era sufficiente per fare arrossire una buona parte del suo pubblico. Che per fortuna gli perdonò questo scivolone, che scivolone non fu. “Disperato erotico stomp” racchiude in sé temi come la solitudine e la depressione, solamente raccontati con un taglio diverso e sicuramente inusuale per i tempi. Lucio Dalla non ebbe paura di rivelare le sue debolezze e perfino un momento di così grande intimità, dandoci una lezione sempre molto preziosa: mai prendersi troppo sul serio.


Sono solo canzonette: “nelle puntate precedenti”

Photo by Thaddaeus Lim

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