“Ho scritto Gimmie Shelter* durante un temporale, nell’appartamento di Robert Fraser a Mount Street. Anita** stava girando “Sadismo” (Performance) allora, non lontano da lì. Era solo una giornata terribile e c’era il temporale fuori. Me ne stavo seduto a Mount Street e c’era questo temporale assurdo su Londra, così ho guardato fuori dalla finestra di casa di Robert, ho guardato tutte le persone con i loro ombrelli che venivano soffiati via e correvano come matti. Così mi è venuta l’idea”.

È così che è nata “Gimme Shelter“, quel giorno che Keith Richards, in quell’appartamento di Mount Street, se ne stava a guardare il temporale fuori. Un temporale che non era solo pioggia violenta su Londra, era quello che si portava dietro il 1969, con la guerra in Vietnam che faceva sembrare l’Apocalisse così vicina. Il brano, quindi, concluso da Richards insieme a Mick Jagger, è diventato parte integrante dell’album “Let it bleed” ed uno dei più significativi della storia del rock.

Se l’intro è inconfondibile, non è da meno la voce di Merry Clayton. La cantante soprano fu svegliata nel cuore della notte, quando i Rolling Stones, che si trovavano a Los Angeles, pensarono che una voce femminile sarebbe stata perfetta per la canzone. Allora la Clayton era in dolce attesa, andò di corsa nello studio di registrazione e poco dopo lasciò tutti a bocca aperta. Tuttavia, non ha mai negato di aver trovato parecchio strani i versi che avrebbe dovuto cantare: “Gimme shelter” è la ricerca di un riparo dagli orrori del mondo, in cui si parla di stupri, morte e guerra. Mick Jagger rimase particolarmente entusiasta del risultato, dopo aver visto arrivare la corista gospel di corsa, con ancora i bigodini in testa, più determinata che mai a farsi sentire. Tutto il suo stupore si può ascoltare nel pezzo, tra il minuto 2:59 e il minuto 3:03, in cui la voce di Clayton si spezza per l’emozione e quando su “murder” sale di un’ottava e Jagger esclama sorpreso.

Entusiasti del risultato sono stati anche i fan dei Rolling Stones e, sebbene il brano non sia mai uscito come singolo e quindi non sia stato in classifica, è uno dei più conosciuti della loro discografia. Tra i grandi fan degli Stones c’è sicuramente Martin Scorsese, legato a loro anche da una profonda amicizia. Il regista è particolarmente legato a “Gimme shelter”, che ha usato per tre dei suoi film: “Goodfellas”, “Casino” e “The Departed”. Inserita anche in altre colonne sonore, la canzone è stata anche lo spunto per il titolo del documentario dei fratelli Albert e David Maysles. Uscito nel 1970, “Gimme shelter” racconta quanto accadde durante il famigerato concerto di Altamont, voluto proprio dai Rolling Stones. Durante quell’occasione perse la vita il diciottenne afroamericano Meredith Hunter. Il ragazzo, sotto effetto di stupefacenti, si trovava in mezzo alla folla ed estrasse una pistola, dalla quale partì anche un colpo (ma che non fu ritrovata in seguito), ma fu bloccato dagli Hell’s Angels fu attaccato e accoltellato a morte da uno di loro – che dichiarò che si trattò di legittima difesa. Quel giorno, sul palco dell’Altamont Free Concert, c’erano anche Carlos Santana, Crosby, Stills, Nash & Young, The Flying Burrito Brothers e i Jefferson Airplane. Era il 6 dicembre 1969, stava per chiudersi l’era di Woodstock, mentre in Vietnam “l’odore del Napalm al mattino” si sarebbe sentito ancora fino al 1975.

Sono solo canzonette: “nelle puntate precedenti”


*Inizialmente il titolo del brano era “Gimmie shelter”.
**Si tratta di Anita Pallenberg, allora compagna di Keith Richards.

Photo by J W

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