Non capita tutti i giorni a una band di pubblicare il primo album e raggiungere subito il successo. Per i Pearl Jam è andata così quando pubblicarono “Ten”. Era il 1991, nel pieno dell’epoca grunge segnata dalla presenza di Kurt Cobain che, tra l’altro, non apprezzò per niente l’album del gruppo.
Eddie Vedder si unì in corsa al progetto, il chitarrista Stone Gossard e il bassista Jeff Ament avevano già lavorato insieme in precedenza e avevano deciso di fare qualcosa di nuovo dopo un periodo non facile. Il caso volle che Vedder si ritrovasse per le mani una demo (Stone Gossard Demos ’91) che Gossard e Ament avevano registrato con Mike McCready, Matt Cameron e Chris Friel. L’intento era quello di trovare un cantante e un batterista e quando Eddie Vedder si presentò con i suoi testi, scritti in un giorno, fu subito amore.

La nascita di un album storico

Erano appena state gettate le basi dell’album con i brani che poi sarebbero diventati “Once” e “Alive“. Vedder si rivelò estremamente produttivo e continuò a scrivere: il terzo brano fu “Black“. Il pezzo, inizialmente intitolato “E Ballad” è molto intimo e personale, tanto che Vedder e la band si opposero alla possibilità di lanciarlo come singolo per non intaccarne la profondità per puro scopo commerciale. La Epic Records pubblicò “Ten” nell’agosto del 1991 e fu una partenza lenta, che esplose nel corso dell’anno successivo. Eddie Vedder, diffidente per via delle insistenze dell’etichetta, chiamò personalmente le radio per assicurarsi che la Epic non avesse dato il consenso per la pubblicazione di “Black” come singolo senza l’approvazione della band.

Ad oggi, l’album di debutto dei Pearl Jam è considerato forse il migliore della loro intera carriera e tra i migliori album della storia del rock. “Black” è diventata un vero e proprio cult. Nonostante non sia stata pubblicata come singolo, piacque così tanto da finire in ogni caso in classifica. Come già detto, Vedder si unì al gruppo in corsa, scrivendo i testi per le musiche già composte dai colleghi. “Ten” affronta varie tematiche, tutte molto cupe, e molti si sono chiesti di cosa parli “Black“.
L’interpretazione più gettonata fa riferimento a una storia d’amore finita, c’è chi sostiene che il brano parli di un aborto o della morte della donna amata. Come ogni canzone, ognuno ha il proprio punto di vista e legge le parole in modo diverso, a seconda della propria storia e dei propri stati d’animo. All’epoca in cui scrisse “Black” Eddie Vedder aveva una relazione con Beth Liebling, iniziata nel 1983 e conclusasi nel 2000. Nel documentario “Pearl Jam Twenty” Vedder ha dichiarato che “Black” parla delle prime relazioni e del momento in cui bisogna lasciarle andare:

È molto difficile per una relazione resistere alla spinta gravitazionale della Terra, non si sa dove porterà le persone e in che modo cresceranno. Ho sentito dire che non puoi avere un vero amore se non si tratta di un amore non corrisposto. È dura da digerire, perché il tuo amore più vero è quello che non potrai avere per sempre.


Sono solo canzonette: “nelle puntate precedenti”

Foto di Julian Böck

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